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Udito e cinema: perché i nostri centri acustici hanno sostenuto il Modena Film Festival.

Il cinema è un’esperienza immersiva, fortemente individuale ma allo stesso tempo collettiva. Poche esperienze uniscono un pubblico nel medesimo momento e luogo attorno a un unico oggetto, permettendo a ciascuno di viverlo attraverso una lente personale e unica. 

L’incontro tra Asia e Daniele Benincasa ha permesso di approfondire il concetto di limite da più punti di vista. La cecità o l’ipovisione, come l’ipoacusia, sono indubbiamente dei limiti, che possono essere superati se per prima la società stessa smettesse di considerarli “limiti disabilitanti”. Il messaggio di Asia è stato molto chiaro: no ai pregiudizi, no ai pietismi, sì alla collaborazione e al supporto del sistema sanitario e dell’assistenza sociale nel garantire sostegno e servizi affinché un limite non diventi un ostacolo insormontabile, da bollare con l’etichetta “disabile”. Agganciandosi a questa posizione, Daniele Benincasa ha portato il suo contributo di audioprotesista partendo da uno sfogo “social” di una giovane ragazza affetta da una grave sordità, ridimensionata grazie all’adozione di apparecchi acustici e all’assistenza di tecnici audioprotesisti. Nel suo post esprime e chiede a chiare lettere di andare oltre i limiti che il deficit uditivo impone, invitando tutti a farlo. 

“Questo messaggio – come ha dichiarato Daniele Benincasa – ha una potenza incredibile, perché dimostra quanto sia fondamentale accettare “un limite” per poterlo superare e sapere che – a volte – la tecnologia e la conoscenza clinica può permetterci di non subirlo. Altro punto affrontato è la prevenzione, che per l’udito è ancora troppo sottovalutata e poco praticata.

Il messaggio è stato trasformato in azione concreta, allestendo durante la manifestazione delle postazioni dedicate per effettuare un test screening uditivo. La cultura della prevenzione, questa volta, è partita dalle sale cinematografiche per arrivare dritto nelle case dei modenesi, coinvolgendo anche quelle persone care, che – nonostante evidenti cali di udito – fanno resistenza e rifiutano gli apparecchi acustici per il timore che non siano la soluzione.

  • ascoltiamo le esigenze e individuiamo le necessità;
  • selezioniamo la tecnologia di apparecchi acustici più adatta allo stile di vita;
  • garantiamo un settaggio acustico preciso e personalizzato per un comfort immediato;
  • seguiamo il paziente nel lungo periodo con controlli periodici regolari per mantenere al meglio la performance acustica e alta la qualità della vita.

Tornare a sentire significa tornare a vivere ogni emozione, proprio come al cinema.

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