Negli ultimi anni è aumentato esponenzialmente l’utilizzo di auricolari e cuffie, a causa di cambiamenti significativi nelle nostre abitudini. La diffusione del remote working, il boom dei podcast, la fruizione dei contenuti multimediali sugli smartphone e, più in generale, la richiesta crescente di esperienze sonore immersive.
Ma quali sono le conseguenze sulla salute uditiva? Scopriamolo insieme.
Questione di decibel
La letteratura scientifica sull’argomento evidenzia che può esserci una correlazione tra l’uso improprio dei cosiddetti PMP, Personal Musical Players, e la NIHL, Noise Induced Hearing Loss, ovvero l’ipoacusia dovuta a input sonori troppo forti. Secondo uno studio fondante sul tema, tuttavia, è bene non cadere in facili allarmismi. Gli auricolari e le cuffie non costituiscono, di per sé, una minaccia per l’orecchio interno, dipende soprattutto da un livello di volume molto elevato per un tempo prolungato.
Ormai da anni la World Health Organization mette in guardia sui rischi legati a fonti sonore troppo invasive. Non solo i dispositivi audio personali, ma anche le casse amplificate ai concerti, gli strumenti di alcuni contesti lavorativi e il traffico intenso possono risultare dannosi. Soprattutto adolescenti e giovani adulti tendono a trascurare gli effetti collaterali negativi della musica a tutto volume, oltre gli 85 dB, ritenendo i disturbi dell’udito esclusivi dell’età avanzata.
Per evitare che diventi un problema, basterà adottare qualche semplice precauzione.
I consigli per un ascolto sicuro.
Non è sempre facile capire quando l’ascolto diventa potenzialmente pericoloso, ma la tecnologia e il buon senso ci vengono in aiuto.
Innanzitutto, nell’acquisto di cuffie e auricolari, prediligi quelli con cancellazione del rumore. Più il suono che percepisci sarà limpido, meno sentirai il bisogno di alzare il volume. Se hai comunque timore di sforare la soglia di sicurezza, non preoccuparti: quasi tutti i player in commercio notificano agli utenti quando viene superata.

Esistono inoltre delle app che funzionano come fonometri, misurano cioè l’intensità del suono di ciò che viene riprodotto dallo smartphone. In alternativa, segui la “regola 60/60”: ascolta al massimo al 60% del volume per non più di 60 minuti consecutivi.

Altre buone raccomandazioni sono: evitare di dormire con gli auricolari attivi nelle orecchie, fare pause frequenti e prestare attenzione ai primi segnali di disagio uditivo, come ronzii e suoni ovattati.
Infine, non dimenticare che una buona prevenzione passa anche da controlli regolari dell’udito. Nei centri Ti Ascolto, puoi effettuare un test audiometrico accurato, chiedere informazioni utili sulla salute uditiva ed eventualmente iniziare un percorso terapeutico ad hoc.
Prenota subito un appuntamento: siamo pronti ad ascoltarti.
